martedì 22 maggio 2012

In Xhosaland a whole day (a day and a night) is called usuku




 riusciamo appena a vedere le corna delle nostre vacche nella stalla"



in Xhosaland a whole day (a day and a night) is called usuku, consisting of imini
(daytime) and ubusuku (night-time)."



Un giorno intero in lingua isiXhosa , ususku.
Imini , è dall' alba al calar del sole.
Invece la notte la chiamiamo ubusuku.

Iinkuku zokuqala , al primo canto del gallo , quasi tutti gli abitanti sono svegli.
Iinkuku zesibini , al secondo canto dei galli, gli uomini lasciano il villaggio, la notte
                          ancora oscura...

Xa kumpondo zankomo, si fa giorno,
 riusciamo appena a vedere le corna delle nostre vacche nella stalla
e gli storni                                    

                                                      iniziano a cantare :

"Ubusuk’oba kange silale; be sisela, be sisela; amehlo ebomvu nje; be sisele, kange silale"

Non avevamo sonno stasera, abbiamo bevuto e bevuto, abbiamo gli occhi rossi dal sonno,
                                                                                                                            lo vedete!
abbiamo bevuto e ancora bevuto,no,  non abbiamo dormito mai...

La Stella del Mattino, ikhwezi lokuqala,  scala l' orizzonte verso est
L' aurora dalle dita rosate, Umsobomvu,  i galli che lasciano le stie...e i raggi del sole sfiorano le cime delle colline , Ukuthi chapha kwelanga,             
                                                                finalmente

 kusasa, sorge il sole, che emerge dalla nebbia, Ukuphuma kwelanga, 


                                    Xa ilanga lishiya iintaba  il sole lascia le montagne -

un tiepido calore asciuga la rugiada  sulle piante Ukunyibilika kombethe,
Le mandrie salgono ai pascoli. Ukuphuma kweenkomo!


                                                                Il sole è alto...







sabato 19 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, SONG

Corruptions in green veins...






 (“Grün, grün... die Welt ist grün
Über über Die Jungfrau”)

Il marrone macchia le grigie vene
petalo d' iris
sul baldacchino del mio letto:
fresca bellezza

Seno e gola

Ion,
Re fanciullo d' oro

sangue, guerra,
il coro
saltella come un cretino

Morte della Razza

Oh Roma...
Corruzione nelle vene verdi,
serpentino Lethe
verde

( verde come il verde della  gioventù)
verde come la putrefazione

H.N.
(Helga Nevvadotoomuch)
c/o Lord Godmanchester (Gumster),
The John Peelcroft Hadmanchester Podgoets,
Night Slide Clubb,
P.O. Box iAA,
B.B.C. -wise,
W.I

venerdì 18 maggio 2012






(Per Adrian Mitchell)

Sono come il Re di un atollo troppo affollato,
Ricco, ma privo di potere,  giovane, ma nella bufera;
Che diffida dei precetti, stanco a morte di Werner Braun;
Tutti i cani e le bestie morti; nulla rimasto da possedere.
Non mi diverto più con i grandi uccelli d’acciaio;
Né l’estinzione della mia tribù mi suggerisce parole.
Per quanto riguarda la clownesca, militare, cantilenante
Gloria del nostro ritorno, il mio cuore si torce.
Il talamo reale in cui dormivo è una tomba,
Le donne vane, poiché non hanno casa.
Il loro amorevole principe non può palpare i loro seni o cosce
Da questa impietrita isola di morte
Dove l’oro è stato fuso per forgiare aerei funerari,
Cose conficcate nella sabbia, arti rovinati, cervelli esasperati.
I bagni di sangue Romani non rattoppano tutto questo;
Se essi facessero sorridere i vecchi, sarebbero sorrisi di morte.
Lo stronzio non può riscaldare nulla tranne le erbacce;
Il mio sangue si stinge in verde con la cancrena nelle sue vene.


Nicholas Moore
89 Oakdene Road,
St. Mary Cray,
Kent,
BR5 2AL

martedì 15 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN

(for James Laughlin—and all the old directions)
(“ It is as though Baudelaire were to be re-written, over the biscuits and sherry, by
Walter Bagehot”
—Kenneth Rexroth: New British Poets





Sono come il Monarca Incoronato di un impero nuvoloso,
le cui parole siano d' oro, ma impotenti: la cui intera
gioventù fu sprecata per le vanità di un vecchio.
Annoiato da cani folli e dalle stupidità della vita,
nulla, che sia ape od uccello, lo fa più ridere,
neanche la tribù in agonia davanti al suo cancello
neppure tutti gli scherzi da matto di Lennonese
lo distraggono dalla malattia che si è auto inflitta.
Si è riempito il letto di fiori; sembra una tomba,
Neppur le donne che s' atteggiano a puttane
possono tornarlo alla sua vita da principe regnante
né fare uscire  un sorrisino da questa tomba, giovane idiota.
La bocca d' orii di Dylan non trova modo,
con tutte le sue ossa e sangue coagulato, di far rivivere,
attraverso la pioggia di sangue del regno della morte,
neppure un uggiolare malaticcio da questo scheletro ammalato.
Nè può la psicoanalisi riscaldare questo Paziente.
Non c'è sangue qui; solo un verde spleen che scorre.

NICHOLAS MOORE, SPLEEN,TWO DREAMSCAPES

i un paese troppo piovoso, tenuto a freno
dal sospetto di consiglieri troppo fiduciosi

Cani,
altri animali sconosciuti,
uccellini, falchi
- ma mi annoio,
una genìa intera deperisce sotto il balcone della mia reggia.
I Beatles, vestiti come vermi,
cantano tristemente "Hey Jude",
Ma Io - Io non riesco a ridere.
Sono ammalato anch'io.

Il mio letto è un cumulo di fiori,
gigli, iris;
le ragazze in fiore mi donano il loro fascino
ed improvvisi e nudi -
giovani corpi belli e puri.

Ma il cumulo è una tomba
per questa giovane mummia rinsecchita.
Coi loro gesti le ragazze non possono suscitare un sorriso

dal cadavere.

 II

Un alchimista crea l' oro nel suo crogiolo;
un saggio con la barba bianca
dalle dita delicate.

Se ne sta vicino, come in un dipinto,
davanti ad un paesaggio di Dalì
fatto di ossa e di sangue.

Un fiume serpeggia in lontananza;
il custode dell' oro non ha un volto,
e, al posto delle mani,
il vibrante pungiglione di una vespa.

Un campo di pietre già mietuto
Pietre tombali che portano inciso "Roma...

Ma nulla di tutto questo eccita i miei occhi.
Il morto può essere riscaldato solo dal suo stesso sangue.
" Seguimi" , posso sentire urlare il mio corpo.
E, nelle mie vene serpeggiano,
invece del sangue,
le verdi e lente acque del Lethe.


Nichos Omolares
c/o 105 Piccadilly
W.i.

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, LE ROY DELYCIEUX DE L’ICI

Don’t let your mind go gaga,
Don’t let your eyes go goo-ga,
Don’t let yourself get hotcha,
Don’t let your love go wrong.”
—Ovie Alston (singing with
Claude Hopkins’ band, mid-’30s:)
Don’t Let rour Love Go Wrong
(for Pierre Emmanuel)

 Sono come il T. S. Eliot di nuove terre desolate;
Fertile, ma impotente, giovane, ma con le mani legate;
Che disprezza la meschinità in coloro che gli insegnano.
Annoiato da questa razza di ratti, i barboncini non possono raggiungermi,
I mici non mi fanno sentir bene, né quegli stupidi uccelli;
Né poeti morenti elemosinanti da me nuove parole.
Le acute ma grottesche nuove canzoni di Bob Dylan
Non possono distogliermi dal pensiero malato dei miei torti.
Il mio copriletto, fiorito di iris, è una tomba.
Le mie innamorate – per cui tutti i poeti sono prodi –
Non possono spogliarmi dalle piume corrotte abbastanza
Da spezzare un sorriso in questa giovane ruvida tomba.
Le riviste del fine settimana, o la BBC, che pagano
Non possono allontanare la colpa del lurido oro.
Né possono farlo le sanguinarie lotte dei vecchi giorni
Che scaldano i nostri professori di potere in nuovi modi
Fustigare il cadavere della poesia: poiché essa era
Cresciuta salmastra in vecchi porti accanto a Cher.

                                                                                                 Traduzione di Ipazi

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, L' EAU VERTE DU LETHE

No, no; go not to Lethe” —K.
“Coffined in greenweed. . .”
—N. M.: Recreations of a Blue Sonneteer

“Natives of poverty, children of malheur,
The gaiety of language is our seigneur”
— W. S.: Esthéthique du Mal)
(for Charles Osborne — “Nolan, me tangere” —aussi!)



Io sono come un re troppo vecchio di un paese troppo piovoso;
ricco, ma senza il potere di riuscire a penetrare
nel mondo dei miei consiglieri con i loro banchetti degradanti,
mi accontento con la noia di qualcosa di simile, di cani striscianti ed ululanti.
Niente riesce a divertirmi - non il cricket, non il calcio, neppure una gracula.
Neanche la vista del popolo che muore di fronte al mio balcone.
I grotteschi discorsi del mio idiota preferito
non possono distrarmi dal terribile morbo che mi ha colto.
Il mio letto , decorato da gigli, si tramuta in un sarcofago
e le ragazze del mio regno per le quali tutti i re sono adorabili
non riescono ad inventare nulla tranne Quant e Dior
che possa strappare un sorriso scheletrico o uno sghignazzo
Nè possono quei furbi che che per me battono moneta
rimuovere quel lezzo di putrefazione dentro.
Anche quei massacri introdotti dai Romani
e che nella loro vecchiaia i nostri stessi aguzzini hanno usato
più e più volte non bastano a bruciare la mia salma o a riempire
di sangue e vita le sue vene languide ed acquose

Nicholas Moore
89 Oakdene Road,
St. Mary Cray,
Kent,
BR5 2AL

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, POOR BOBO, (DEATH OF A CLOWN)


 (For Deirdre - Ann Ilurnphr

Sono come il protagonista di una farsa battuta dalla pioggia,
l' impotente playboy, giovane sì, ma un tale asino
da non riuscire neppur a seguire i consigli  e da andar sempre alla cieca,
circondato da cani enormi, e tuttavia sempre borbottante.
Uno Chaplin che non sorride mai neppur per gioco
il piccolo uomo morente che è sempre preso
dalla assurdità del suo essere un pagliaccio.
Sprofondato nel suo malanno, nel quale sta affogando.
Che dorme tra i fiori e scopre che è sulla tomba di qualcuno che ha dormito,
 E neanche  le donne tutt' intorno leniscono la sua tristezza
con le follie di un dèjà-vu;
Non c'è nulla che un giovane scheletro può fare,
nemmeno sorridere; e neanche un alchemista ,
che pur dal piombo trasse oro, può  farlo guarire.
Le battaglie sanguinose - guardie e ladri - gli vengono a noia.
i vecchi, che se la ridono, non  sono giovani dopotutto;
mentre questo corpo pur giovane non riesce più a scaldarsi nè a respirare
il calor bianco della vita,  che scorre nelle vene verde come il Lethe.

Lhoso Cinaremo
89 Oakdene Road
St. Mary Cray,
Kent,
BR5 2AL

NICHOLAS MOORE, SPLEEN,TAIL- STING BLUES

( for Edward Kennedy Hellowell)

Sono come il re  degli Scorpioni bagnati dalla pioggia,
molto molto ricco e  " game to take a toss",
che ha in gran spregio igiornalisti e la plebe
e di certo non amo cani ed altri animaletti.
Non potrei dire che mi piacciono sport o giornali,
neppure un Greco preso prigioniero dai colonnelli.
L ' acuto teatrale di Maria Callas infine
non riesce comunque a farmi stare meglio.
Il mio copriletto,  ornato da antichi fiori,
mi ricorda quelle tristi torri egiziane
dove le mummie dei principi  giacciono accanto alle loro puttane
e certo non sorridono tra cani morti e scarabei,
dove tutta la ricchezza dei gioielli e tutto l'oro
non possono  far resuscitare l'orgoglioso Egiziano nella sua tenda.
Sebbene le glorie del nostro sangue e nazione tramino
frequentemente con bagni di sangue per mantenere vivi
vecchi libertini, nessuno può ormai scaldare questo scheletro
il cui sangue scorre verde come il Lethe.

Aldila Varese

do Dr Enid Starkie
Department of Romance,
Oxford University

NICHOLAS MOORE, SPLEEN,MCBOULD IN HIS LAIR

for G. S. Fraser and the cobbles of Aberdeen)

Io sono come il Capitano dell'Isola di Skye,
sano, ma impotente; ancor giovane ma pieno d'arsura.
Stufo dei miei astuti consiglieri e dei loro motteggi,
Stanco dei miei cani e di tutti quegli animali,
Nulla può rendermi felice, nè la caccia al cervo
nè sparare al gallo cedrone, nè il mio clan
che davanti al mio castello muore; nè la bizzarra
persa trenodia può distrarmi dalla mia rovina.
Il mio letto in mezzo agli iris è una tomba.
Le ragazze- per cui ogni capitano è OK-
non possono trovare una dissolutezza sfrenata abbastanza
da infiammare questo giovane scheletro che è il mio.
I miei fabbri hanno forgiato dorati ornamenti,
ma non possono estirpare i più abietti elementi.
Il bagno di sangue dei crudeli invasori inglesi-
che gli stranieri hanno copiato-non può trasmettere
l'eccitazione del sangue a questa folle salma, su cui bruciano
Invece del sangue, le assai verdi cicatrici del Lete.


A. 0. Melihone-Ros
A. O. Mcllhone-Ros, do Prof. G. S. Fraser, Leicester University English Dept.


“Oho for the braw black Lauchter o’ Beau de L’Air”
—Stew M”acFiarmid: Ode to Robespierre


I tak it yon competeetion canna be seerious. Why even the good poets are gey bad
at it, you say, yoursel’. Shades o’ Aytoun!
                A.O.M.

Traduzione di Ipazia

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, I’VE GOT A RIGHT TO SING THE BLUES

Down  n Along the Riv-ah)


(“ We are cold, the parrots cried
In a place so debonair”
— W. S.: Anything Is Beautiful If rou Say It Is)

Io sono come Colui che  governa sulla Terra della Pioggia;
giovane: ricco: ma impotente e  si lamenta
come un vecchio; malato di Teologia
annoiato da questi stupidi cani; appeso alla Biologia.
Fotografare gli uccelli, giocare con gli scout  a cosa serve?
 I Vecchi Ragazzi  - questa razza morente-   sono troppo vecchi.
Fanno gli stupidi, cantano " Frankie and Johnny"
oppure " Victor", ma non mi distraggono dalla lobotomia;
ed anche i sogni che fanno fiorire il mio letto sembrano una tomba.
Le donne - per cui ogni Uomo è magnifico -  non possono ordinarmi di venire
Una qualche freudiana inibizione  trasforma in pietra,
per quanto si vestano in abiti succinti, il mio scheletro ancor giovane.
 ...........................................................gold
ben sapendo qual terribile morbo lo possegga
Oh Berlino, oh Vienna! neanche tutto il vostro sangue
 può riempire questa orribile carcassa
e non  Sally Bowles nè il Maharishi  possono insegnare
al suo teschio verde come il Lete  a scaldarsi con un discorso umano.

NICHOLAS MOORE, DESUETUDE

(for Stuntington Bairns - that Hurt Consul)

Io sono come il padrone di molti e piovosi acri di terra,
un uomo ricco, senza potere alcuno, giovane, ma nauseato,
che non si fida dei suoi consiglieri e leccapiedi,
e da molto tempo non prova piacere dai cani e dalla caccia.
Niente può farlo felice, nè urogalli , ed aquile neppure
tanto meno il suo clan che presso il castello muore.
E che trova danze e cornamuse assai banali,
e dal suo vizio non trova ormai soddisfazione .
Anche il suo letto di fiori smaglianti è diventato una tomba.
Le ragazze, che adorano ed amano tutti i potenti,
non possono con la loro impudenza distrarlo dalla disperazione
o disegnare uno scheletrico sorriso o indurlo in tentazione.
L' artigiano che forgiò tutto il suo oro non è riuscito
a scacciare il lezzo della  orribile putrefazione
Il massacro di Glencoe e tutte le altre stragi che ancora ricordiamo
non possono certo rialzarlo dal suo giovanile scoramento,
un corpo troppo vecchio , le cui vene sono verdi come il Lete,
un corpo troppo vecchio e senza sangue per potersi riscaldare

Alan Boldero
c/o Scatto and Findus,
King Elizabeth 2nd Street,
Hair

NICHOLAS MOORE, THE SWAMPLAND (" Je Suis Comme le Rol...)

NICHOLAS MOORE, SPLEEN, THE SWAMPLAND (" Je Suis Comme le Rol...)

(for William Lyon Smith - The King!)

Sono come il re d' un agro infracidato
ricco, ma disgraziato, giovane e già invecchiato;
dei consiglieri ipocriti , dalle loro viscide maniere,
 da questo branco di cagnaggi ormai annoiato.
Nè alcuno gioco o sport può darmi mai consolazione,
neanche la vista della folla che muore sotto il mio balcone.
Le giravolte assurde del mio Elvis così amato
non possono distrarmi dal morbo scellerato.
in una tomba il letto è trasformato, e di bandiere ornato.
Alle donne della reggia , per cui ogni principe è un dolcetto,
mettere a nudo i seni, no, non basta neanche questo
per strappare un sorriso da questo mucchio d'ossa.
...il tesoriere che cura la di lui ricchezza
nulla può fare per la sua salute ridotta a una schifezza.
Neppure i massacri che introdussero i Romani 
e che i nostri potenti hanno imitato in tempi assai lontani
possono scaldare di nuovo quel corpo  ormai spirato 
o scacciare l' acqua verde del Lete dal suo sangue malato.

K.J. Waine
C. D. L. Oxenham-MacQueen
from Rosine MaCoolh, Girton College, Cambridge (onlie bigetta)