martedì 15 maggio 2012

NICHOLAS MOORE, SPLEEN

(for James Laughlin—and all the old directions)
(“ It is as though Baudelaire were to be re-written, over the biscuits and sherry, by
Walter Bagehot”
—Kenneth Rexroth: New British Poets





Sono come il Monarca Incoronato di un impero nuvoloso,
le cui parole siano d' oro, ma impotenti: la cui intera
gioventù fu sprecata per le vanità di un vecchio.
Annoiato da cani folli e dalle stupidità della vita,
nulla, che sia ape od uccello, lo fa più ridere,
neanche la tribù in agonia davanti al suo cancello
neppure tutti gli scherzi da matto di Lennonese
lo distraggono dalla malattia che si è auto inflitta.
Si è riempito il letto di fiori; sembra una tomba,
Neppur le donne che s' atteggiano a puttane
possono tornarlo alla sua vita da principe regnante
né fare uscire  un sorrisino da questa tomba, giovane idiota.
La bocca d' orii di Dylan non trova modo,
con tutte le sue ossa e sangue coagulato, di far rivivere,
attraverso la pioggia di sangue del regno della morte,
neppure un uggiolare malaticcio da questo scheletro ammalato.
Nè può la psicoanalisi riscaldare questo Paziente.
Non c'è sangue qui; solo un verde spleen che scorre.

Nessun commento:

Posta un commento